Sette Piazze per il Centro Storico

concorso di progettazione

- Centralità Intercomunale -

Planimetria:



Sezioni di Progetto:



Descrizione dell’ambito :

L’aspirazione ormai storicizzata di costituire un centro di riferimento per l’area vasta, composto dai Comuni di Gatteo, S. Mauro Pascoli e Savignano, e per quest’ultimo di assumere il ruolo di capo fila delle cosiddette “Città del Rubicone”, comincia ad assumere dei connotati di concretezza all’interno dei quali il Parco del Rubicone non può che rappresentare un’occasione reale per rafforzare dal punto di vista dello sviluppo socio-economico, territoriale e d’immagine, la presenza e la vitalità della nuova dimensione di convivenza e collaborazione dei tre centri. L’Unione dei Comuni, avviata di recente per alcuni servizi comuni, rappresenta uno dei passi più significativi avvenuti in questa direzione.
Una forte spinta a confermare la dimensione sovracomunale di Savignano e degli altri due centri è fornita dall’indicazione di centro ordinatore per l’Unione dei Comuni delle Città del Rubicone del Piano territoriale di Coordinamento Provinciale di Forlì-Cesena, che comporta la previsione della concentrazione di servizi di alto livello ed attività riferite a un bacino d’utenza sovracomunale e/o provinciale. A questa previsione corrispondono infatti interventi di miglioramento dell’accessibilità e della mobilità in riferimento alla rete nazionale e regionale della viabilità.
Alla scala comunale, oltre all’indirizzo generale di orientare le scelte verso la costituzione di una dotazione di servizi ed attività corrispondente al rango urbano-territoriale attribuito, a dette indicazioni corrispondono già delle previsioni (area ad alta centralità; nuovo casello autostradale; Via Emilia bis; nuove aree per attività produttive, artigianali, commerciali) che necessitano di essere armonizzate all’interno del presente SdF. In particolare è proprio l’”Area ad alta centralità”, che interessa sia i Comuni di Savignano e di Gatteo, a presentare le maggiori potenzialità di interazione con il Parco, per la sua localizzazione a cavallo del Rubicone.

L’ambito si colloca al centro dei territori di Savignano, Gatteo e S. Mauro Pascoli, fra l’autostrada, il nuovo svincolo autostradale e la viabilità di collegamento trasversale dei tre centri (via Bastia). E’ una porzione del un territorio agricolo di elevato valore produttivo, nel quale il fiume è altamente artificializzato (irregimentato e costeggiato da due strade per tutto il tratto, tranne nel punto centrale dell’Ambito). La posizione a cavallo del fiume, la centralità rispetto al territorio e la previsione di PRG per questo Ambito di “zona per l’alta centralità” ne fanno un’area strategica per il Parco.
Al margine di questo Ambito si colloca il borgo di Fiumicino, situato sulle sponde del Rubicone, luogo di posta fra la città e il mare.

Per l’elenco degli interventi vedi la scheda dell’ambito e il relativo schema direttore.

Obiettivi generali e specifici perseguiti:

  • Rete ecologica:
    • realizzazione di un tratto del Parco fluviale, che in corrispondenza dell’”Area dell’ alta centralità, può trovare un considerevole ampliamento della propria fascia di pertinenza ed un punto di ripistino della continuità della rete ecologica attorno all’asta fluviale; realizzazione di un impianto di fitodepurazione che potenzia la funzione del depuratore esistente e si integra nel sistema delle aree verdi di riconnessione della rete ecologica;
    • realizzazione di un bosco planiziale nelle aree libere dagli insediamenti, come contributo all’ampliamento delle aree verdi di connessione della rete ecologica;
    • realizzazione di un nodo ecologico complesso, inteso come “Area naturale di grandi dimensioni, di alto valore funzionale e qualitativo ai fini del mantenimento della vitalità delle popolazioni”;
  • Paesaggio: costituzione di una centralità di servizi e attività di rango, capace di rappresentare una nuova occasione di sviluppo, con una consistente caratterizzazione dal punto di vista paesaggistico-ambientale;
  • Attività en plein air: realizzazione di un circuito di fruizione ciclopedonale delle aree agricole e verdi lungofiume
  • Accoglienza: promozione, nel comune di Fiumicino, della sistemazione degli spazi pubblici esistenti e dell’incremento degli stessi, anche nell’ottica di realizzare luoghi di accoglienza dei visitatori.

Analisi propedeutiche ed alternative di progetto:

Le analisi propedeutiche hanno riguardato prioritariamente:

  • i caratteri degli usi del suolo e del sistema del verde;
  • le principali criticità e opportunità paesaggistiche;
  • l’indice di funzionalità fluviale, che ha evidenziato una bassa qualità complessiva di questo tratto del Rubicone;
  • i dati provinciali e regionali sulla qualità delle acque;
  • le previsioni del Piano di Tutela delle Acque;
  • le previsioni del Piano Regolatore di Savignano e del PTCP.

Sulla base delle analisi precedentemente elencate e sulla base delle indicazioni strategiche proposte e verificate nel processo di consultazione sono state individuate le proposte progettuali riassunte nella scheda e nello schema direttore dell’Ambito. Gli interventi principali riguardano la creazione di un vasto bosco mesofilo nella pianura fluviale, la realizzazione di un impianto di fitodepurazione a valle del depuratore oltre a interventi diffusi di miglioramento delle fasce ripariali ed alla creazione di un sistema di percorsi e attrezzature per la fruizione ambientale.
Le variabili in gioco potrebbero riguardare principalmente le caratteristiche e la dimensione degli interventi (l’estensione del bosco, la collocazione ottimale dell’impianto di fitodepurazione etc.) e non configurano delle vere alternative. La possibilità che lo scenario urbanistico muti significativamente (funzioni insediabili nella centralità, indici e parametri edificatori etc.) non incide tanto sulla tipologie di azioni proposte, che possono considerarsi stabili e ben motivate in relazione agli obiettivi strategici del Parco del Rubicone, quanto sulla loro copertura finanziaria o sulle procedure di acquisizione delle aree.

Per quanto riguarda in particolare il tema della depurazione delle acque, va ricordate che con l’attuazione del D. Lgs. 152/99, che prevede la possibilità di imporre limiti più severi allo scarico in ragione della capacità autodepurativa del corso d’acqua recettore, molti impianti dovranno essere migliorati per garantire nuovi standard di qualità dell'effluente. Inoltre la disinfezione delle acque di scarico con composti del cloro, attualmente diffusissima, si sta dimostrando pericolosa, in quanto dà luogo alla formazione di composti cloro-organici di elevata tossicità. Infine, molti impianti convenzionali, in particolare quelli con cospicue variazioni del carico idraulico e organico in entrata (ad esempio gli impianti serviti da reti miste, come quello di Savignano) presentano malfunzionamenti frequenti e prolungati.

Per tutti questi motivi si sta diffondendo la pratica di dotare i depuratori di sistemi di post-trattamento. È questo uno dei campi d’elezione dei sistemi di fitodepurazione1, per i seguenti motivi:

  • affidabilità del trattamento depurativo, anche a fronte di considerevoli variazioni climatiche e del carico idraulico e/o organico;
  • riduzione dei macronutrienti azoto e fosforo;
  • rimozione di sostanze pericolose quali ad esempio metalli pesanti e sostanze recalcitranti;
  • livellamento degli eventi straordinari di inefficienze del trattamento convenzionale;
  • minimizzazione degli impatti ambientali, sia del sistema di post-trattamento stesso, sia degli scarichi;
  • vantaggi naturalistici, paesaggistici e didattici, grazie all’introduzione di un ecosistema umido;
  • possibilità di riuso irriguo o industriale delle acque trattate.

Per queste motivazioni, che trovano conforto anche nelle previsioni del Piano di Tutela delle Acque e nel Piano d’Ambito si ritiene la previsione di un impianto di fitodepurazione come intervento ottimale, capace anche di dare un contributo significativo al miglioramento ambientale e paesaggistico della piana in cui è inserito il depuratore di Savignano.

Fattibilità tecnico-urbanistica:

Il perseguimento dell’assetto definito nello Schema proposto dallo SdF, dal punto di vista della fattibilità urbanistica, si basa da un lato sulla possibilità di definire ed individuare una quantità di aree da riservare al Parco e da escludere totalmente dall’uso per altre funzioni e, dall’altro, sulla possibilità di definire per le restanti aree, quelle appunto destinate all’alta centralità, indirizzi e criteri per la realizzazione di interventi coerenti e adeguati alla presenza del Parco all’interno del comparto.

L’obiettivo da raggiungere sarà quello di dare una guida al riordino insediativo di un area nella quale l’equilibrio fra gli usi antropici e le esigue risorse naturalistico-ambientali, si gioca sulle previsioni di insediamento di funzioni che possono determinare un elevato impatto sull’ambiente e sul paesaggio.

Lo studio dovrà mettere a punto tali criteri ed indirizzi. Questi riguarderanno la definizione dei requisiti da soddisfare per l’accessibilità delle aree, dei criteri da rispettare ai fini dell’inserimento paesaggistico di nuovi insediamenti produttivi in contesto rurale, dei criteri di tipo ecologico-ambientale da utilizzare nella realizzazione degli interventi, sia in ordine ad obiettivi di carattere generale, sia in ordine ad obiettivi specifici riferiti alle scelte di assetto per il Parco.

I criteri individuati dovranno orientare prima la messa a punto degli obiettivi e degli interventi da intraprendere, nonché della disciplina dei PRG comunali per queste aree, e, successivamente, la realizzazione effettiva degli interventi. Inoltre, per l’intero Ambito, dovranno stabilire con quali modalità coordinare le azioni e le discipline di PRG dei tre Comuni dell’Unione del Rubicone.

La zona per l’Alta centralità attualmente è destinata all’uso agricolo fino alla definizione della disciplina urbanistica per l’inserimento delle funzioni dell’alta centralità. Ciò, insieme al completamento dell’accessibilità di livello territoriale, costituisce una potenziale valorizzazione dei suoli interessati. In base a questa considerazione, dovranno essere individuati per queste aree anche meccanismi compensativi che supportino la fattibilità del Parco.

Anche nel caso dell’Ambito Alta centralità, così come negli altri ambiti dello SdF, gli interventi previsti per il Parco del Rubicone (aree verdi e fruizione ciclopedonale) e la cessione di una parte delle aree verdi del Parco, sono da considerarsi cessioni extrastandard ed extraoneri da parte dei soggetti che attuano le trasformazioni delle aree per l’Alta centralità. In questa fase di definizione dello Schema di assetto non sono state individuate con precisione le aree libere sulle quali basare le operazioni di manovra urbanistica; mentre sono state stabilite le aree che, al momento, si ritiene costituiranno il Parco. Tutta l’area dell’Alta centralità nel suo insieme, infatti, qualora sottoposta ad una adeguata disciplina urbanistica, dovrebbe rispondere agli obiettivi e requisiti di fattibilità urbanistica ed economico-finanziaria degli interventi per il Parco.

La possibilità che può offrire la disciplina di PRG, alla fattibilità del Parco, che in questo Ambito è costituito dall’ampia fascia di aree verdi attorno all’asta fluviale, consiste nel prevedere, all’interno delle operazioni di nuovo impianto di funzioni per l’alta centralità, la cessione extrastandard da parte dei privati delle aree per la realizzazione del Parco, a fronte del riconoscimento di potenzialità edificatorie da esercitare nelle aree rimanenti per funzioni produttive, di servizio alle imprese e scientifico tecnologiche.
Lo studio della fattibilità urbanistica dell’”Alta centralità – un cuore per tre” aggiunge all’attuale disciplina di PRG riguardo alla “zona per l’alta centralità”, la definizione orientativa di quali possono essere le quantità di aree da destinare al Parco, quelle da acquisire da parte dell’Amministrazione e gli indirizzi relativi alla aree per la localizzazione di funzioni per l’alta centralità.

Indicazioni per il dimensionamento delle aree del Parco
Le aree necessarie alla realizzazione Parco dovrebbero costituire circa il 30%-35% della superficie territoriale del comparto (superficie comparto escluso depuratore); tenendo conto del fatto che l’area è in parte già occupata da manufatti che impegnano prevalentemente una fascia intorno alla viabilità di distribuzione locale per una superficie pari a circa il 20% dell’intero comparto, il restante 50% della superficie territoriale sarà effettivamente destinato alla localizzazione delle funzioni relative all’alta centralità (comprensivo della viabilità e delle aree per la dotazione degli standard urbanistici relativi ai parcheggi). All’interno di queste aree dovrà essere rispettato un parametro di permeabilità dei suoli che consenta di lasciare almeno il 30% delle superfici permeabili; dipende comunque dalle scelte di pianificazione dei tre Comuni la definizione di quanta parte di questo 50% utilizzare ai fini della localizzazione delle varie attività e, di conseguenza, quanto eventualmente lasciare all’attuale uso agricolo.

Compatibilità e contributo al perseguimento degli obiettivi ambientali:

All’interno dell’ambito “Centralità intercomunale: “un cuore per tre”, si prevede comunque la realizzazione di un vero e proprio nodo ecologico complesso costituito dai seguenti elementi:

  • Bosco mesofilo planiziale
  • Zona umida di fitodepurazione
  • Aree verdi di riconnessione

Le aree verdi del Parco in questo Ambito hanno come funzione prevalente la riconnessione della rete ecologica. Costituiscono un’ampia fascia intorno al corso del fiume, che si allarga ulteriormente in un area libera da edifici rurali, dove è possibile localizzare aree seminaturali. La fascia comprende intorno al fiume la riqualificazione e l’ampliamento del dominio fluviale, in particolare sulla sponda sinistra, nel tratto compreso tra il fiume e la strada; un impianto di fitodepurazione, che potrebbe essere collocato in sponda destra, nell’area libera immediatamente a ridosso del depuratore sul lato Nord; le aree verdi di riconnessione della rete ecologica da destinare a varie funzioni (verde agricolo di fruizione, verde attrezzato per lo sport, Parco didattico-scientifico attrezzato ecc.) ed il verde di mitigazione attorno all’impianto di depurazione. Nell’ampia area adiacente alla sponda sinistra è possibile localizzare un bosco planiziale mesofilo di nuovo impianto. Completano il sistema delle aree verdi le fasce di ambientazione della mobilità veloce esistente e prevista (autostrada e viabilità di allacciamento allo svincolo).

Gli interventi previsti nella restante area destinata a funzioni per l’Alta centralità, saranno la sede per la realizzazione di un insediamento per attività, secondo una trama discreta di aree verdi da riconnettere alle aree verdi del Parco e alle trame agricole presenti.

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