Istituita il 19 marzo 2006 in attuazione del TUEL, Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali e delle Leggi Regionali concernenti la disciplina delle forma associative in materia di Enti Locali, l’Unione “Comuni del Rubicone” coinvolge le amministrazioni di Gatteo, San Mauro Pascoli e Savignano del Rubicone, ove ne è attualmente situata la sede.
L’Unione è attualmente in fase di organizzazione e definizione dei propri programmi sulla base delle finalità e compiti stabiliti dal proprio Statuto di promuovere “l’integrazione della azione amministrativa” mediante la “progressiva unificazione delle funzioni e dei servizi comunali e l’armonizzazione degli atti normativi e generali”.
Nell’art. 2 dello Statuto (comma 2) si specifica inoltre che “particolare attenzione sarà dedicata alle politiche territoriali attraverso il coordinamento della relativa programmazione”.
Gli organi direttivi dell’Unione sono: il Consiglio, la Giunta e il Presidente e al fine di “assicurare l’efficace perseguimento degli obiettivi programmatici stabiliti dagli organi di governo” l’Unione è dotata di una propria organizzazione amministrativa e dispone quindi di uffici propri.
Nel caso dello studio di fattibilità per il Parco del Rubicone, avviato peraltro quando l’Unione dei Comuni non era ancora formalmente costituita, il Comune di Savignano ha promosso autonomamente l’iniziativa, pur se con una accentuata attenzione alla dimensione intercomunale e al ruolo del fiume di elemento ordinatore di un territorio più vasto che attraversa dalla collina al mare i confini dei tre Comuni rivieraschi nel tratto terminale del Rubicone. E’ evidente però, sia per i contenuti e le proposte emerse dallo studio, sia per la trasversalità territoriale che caratterizza il sistema fluviale, che la dimensione territoriale e organizzativa dell’ Unione costituisca un riferimento primario per l’attuazione del “piano di sviluppo territoriale” che si intende perseguire.
In taluni casi il carattere intercomunale è già fortemente presente e corroborato da precise indicazioni programmatiche e pianificatorie (si pensi al caso dell’area ad “alta centralità” prevista anche dal PTCP) in altri casi esso va rafforzato per promuovere le necessarie sinergie e integrazioni in tema di servizi per la fruizione, politiche ambientali, tutela delle acque, etc. al fine di rafforzare la filiera qualità dell’ambiente – qualità dell’offerta di servizi – competitività.
In uno studio di fattibilità, come quello per il Parco del Rubicone, che si configura come un progetto d’area, che ricerca cioè l’assetto territoriale e le prospettive programmatiche preferibili e seleziona conseguentemente un insieme di interventi materiali e immateriali, la presenza di un set di indicatori assume una molteplice funzione:
Come naturale conseguenza della complessità e del carattere multisettoriale e multilivelli dello studio gli indicatori possono assumere diverse connotazioni.
Devono misurare il livello di attenzione e di coerenza delle politiche pubbliche adottate: