La presente Relazione generale illustra le conclusioni dello studio di fattibilità per il Parco del Rubicone descrivendone i presupposti disciplinari e i principali risultati, le indicazioni complessive per il territorio di studio, le azioni previste per la rete ecologica e le analisi di dettaglio relative a ciascun ambito. Nel capitolo 2 è anche illustrata la Carta dei sistemi e delle azioni per il Parco del Rubicone che illustra, per tutto il territorio oggetto di studio, i principali sistemi funzionali e le princiapli azioni individuate. Per ciascun ambito selezionato per la valutazione finale di fattibilità è inoltre allegata alla presente relazione generale una scheda che contiene anche gli schemi direttori di assetto territoriale.
Occorre innanzitutto individuare cosa debba intendersi per Studio di Fattibilità (SdF) del Parco del Rubicone.
Come affermato dalla Guida per la certificazione di studi di fattibilità delle opere pubbliche da parte dei Nuclei regionali di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NUVV), approvata dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome nel Febbraio 2001: «Le “misure in materia di investimenti” di cui al capo I della L.144/99, delineano un complesso di obiettivi, strumenti e procedure atti a migliorare il processo di programmazione in particolare degli investimenti pubblici. Uno degli elementi strategici è individuato nell’introduzione dello “studio di fattibilità” (SDF) quale elemento fondante nel processo progettuale e decisionale delle opere pubbliche. »
Secondo le Linee guida, lo studio di fattibilità:
Nel caso del Parco del Rubicone lo Studio di fattibilità amplia il proprio campo di azione configurandosi allo stesso tempo e in modo integrato come:
Questo doppio livello di approccio, già richiesto dall’Amministrazione in sede di bando di gara per l’aggiudicazione dell’incarico, genera una ulteriore differenza rispetto all’ambito di applicazione delle Linee Guida che merita di essere sottolineato. In coerenza con il “piano strategico” del Parco del Rubicone1 e con gli obiettivi che prevedono il coinvolgimento di soggetti e capitali privati nella realizzazione del Parco, lo SdF si muove in un contesto più ampio e fluido rispetto a quello più definito delle opere pubbliche. Lo studio ha infatti come finalità principale quella di coinvolgere una intera comunità e le sue istituzioni in una strategia di sviluppo territoriale e, pertanto, di considerare l’intervento dei privati non solo in modo accessorio alla realizzazione di opere pubbliche.
Alla luce delle precedenti considerazioni apparirà chiaro come lo SdF si articoli su diversi livelli di approfondimento e diverse strategie di coinvolgimento degli stakeholder pubblici e privati e proponga anche soluzioni aperte e flessibili, in particolare quando l’obiettivo da raggiungere non è un obiettivo preminentemente “tecnico-infrastrutturale” (costruire un ponte, un depuratore ecc) ma piuttosto “strategico-territoriale”.
In riferimento all’impostazione dello SDF su due livelli, il primo generale di carattere strategico ed il secondo territorialmente definito di carattere operativo, si è giunti alla definizione di contenuti e modalità, in alcuni casi alternativi, di attuazione del Parco del Rubicone che dovrebbero agire contestualmente alle due scale individuate:
Il modello di “parco” scaturito da questo approccio assume quindi natura e forme differenti, se traguardato alle due diverse scale, alle quali corrispondono di conseguenza finalità ed azioni d’attuazione da perseguire e operare nello stesso tempo sue due citati livelli. A livello territoriale obiettivi, strategie e azioni, che saranno più avanti illustrati, il cui perseguimento e attuazione richiedono il concorso di soggetti, risorse e strumenti che travalicano le possibilità e le competenze del Comune di Svignano, hanno lo scopo di indicare un processo di qualificazione e sviluppo del territorio di appartenenza del fiume Rubicone, finalizzato al complessivo miglioramento del contesto nel quale si situa il Parco. Allo stesso tempo detto processo con i suoi auspicati risultati, rappresenta il portato positivo che la formazione del Parco del Rubicone può portare sul territorio di riferimento. A questa scala dunque lo SdF individua, a tutto campo …uno sviluppo territoriale complessivo, obiettivi e strategie da tradursi prevalentemente in politiche e azioni di programmazione congiunta e copianificazione da parte dei soggetti pubblici attivi sul territorio. Ovviamente dette politiche e azioni includono anche le iniziative e gli interventi da attuare per la realizzazione degli spazi, dei luoghi e delle infrastrutture tipiche di un parco.
A livello locale il modello di parco approfondito dallo SdF è quello concreto delle aree verdi naturalistiche e degli spazi attrezzati, collegati da una rete di percorsi, per la funzione paesaggistica ambientale e per lo svolgimento di attività agricole, “en plain air” e del tempo libero.
A questa scala le azioni e gli interventi sono territorializzati, georiferiti in precisi ambiti spaziali che costituiscono i luoghi ed i nodi di strutturazione del Parco e di articolazione della sua offerta di attrezzature e funzioni.
Gli Ambiti, ciascuno connotato in riferimento alla posizione geografica, al ruolo e alle funzioni giocate all’interno del Parco, sono operazioni complesse che integrano interventi e opere di diversa natura che hanno allo stesso tempo l’obiettivo di realizzare gli spazi veri e propri del Parco, ma anche di contribuire alla qualificazione dei contesti urbani e territoriali nei quali questi ricadono.
Dal punto di vista istituzionale e gestionale i modelli alternativi proposti sono coerenti con la duplice natura di Parco appena descritta: le ipotesi prospettate consentono di dare forma a un Parco inteso sia come “spazio” di coinvolgimento e cooperazione tra soggetti pubblici e privati per la programmazione e attuazione di politiche di sviluppo del territorio, sia come struttura territoriale organizzata di luoghi e percorsi per usi (naturalistici, agricoli, ecc.) e attività (fruizione paesaggistico-ambientale, sport all’aria aperta, tempo libero, educazione ambientale, ecc.).
Lo SdF, secondo la descritta impostazione, ha quindi delineato un quadro generale, la citata scala territoriale, mediante la individuazione di obiettivi e azioni e la definizione della loro fattibilità tecnico-urbanistica, della compatibilità ambientale, della sostenibilità finanziaria, ecc., le quali, dato il livello ancora fortemente strategico-programmatico dell’approccio, assumono più il valore di indirizzi e linee generali di attuazione, che di verifica e valutazione puntuale della fattibilità. Le indicazioni del progetto generale sono riportate sinteticamente della “Carta dei sistemi e delle azioni per il Parco del Rubicone” allegata alla presente Relazione. Tra le politiche e le azioni di livello territoriale si è scelto peraltro di approfondire, per il valore che prendono gli aspetti ecologico-ambientali nella formazione di un parco fluviale come quello del Rubicone, il progetto della rete ecologica sovracomunale, come “armatura” del territorio di appartenenza del Parco.
Per quanto riguarda gli Ambiti, in riferimento a possibili “schemi di assetto” (schemi direttori), lo SdF fornisce gli elementi necessari alla verifica di fattibilità approfondendo da una parte gli interventi da realizzare per la formazione del Parco e dall’altra illustrando criteri e contenuti delle operazioni tecnico-urbanistiche ed economico-finanziarie da mettere in campo per perseguire gli obiettivi sottesi agli assetti fisico-funzionali definiti. I risultati di questa parte dello SdF rappresentano il contenuto di carattere operativo fornito all’Amministrazione comunale per la determinazione delle scelte di programmazione, pianificazione e realizzazione degli interventi per l’attuazione del Parco.
Lo Studio di Fattibilità, in riferimento all’impostazione e ai risultati appena descritti, è articolato secondo i due livelli di azione suggeriti, in:
L’insieme del progetto per la realizzazione del Parco del Rubicone è rappresentato nella Carta dei sistemi e delle azioni del Parco del Rubicone e nella Carta della rete ecologica sovracomunale. Tali documenti, nei quali sono evidenziati gli elementi e le azioni strategico-strutturali che costituiscono le componenti e gli obiettivi della realizzazione del Parco, sono stati selezionati sulla base di una complessa procedura di valutazioni strategiche partecipate e analisi di fattibilità previste nella metodologia proposta ed utilizzata dal gruppo di lavoro.
Gli ambiti di intervento (Porta di terra, Rubicone civitas, Centralità intercomunale) sono analizzati secondo la struttura di contenuti indicata, accompagnata, in allegato, da specifiche Schede di sintesi contenenti gli Schemi direttori. L’ambito del Contado è trattato come luogo di concentrazione di opere e azioni per la rete ecologica, la quale coinvolge peraltro l’intero territorio oggetto di studio.