Sette Piazze per il Centro Storico

concorso di progettazione

Obiettivi per il Parco

Gli obiettivi strategici
Il primo livello degli obiettivi di Piano può articolarsi in tre grandi obiettivi strategici:

  • Obiettivo 1: sviluppo socio culturale ed economico
  • Obiettivo 2: qualificazione del territorio
  • Obiettivo 3: rafforzamento della cooperazione sovracomunale

Mentre i primi due obiettivi sono strettamente inerenti alle politiche del territorio del Parco del Rubicone, il terzo obiettivo è rivolto a un livello territoriale superiore coinvolgendo sia i comuni del Parco del Rubicone, sia quelli limitrofi in un’ottica di sviluppo d’area vasta.

Gli obiettivi specifici
Per il primo obiettivo di sviluppo socio-culturale ed economico, è necessario in particolare specificare e rendere chiare le declinazioni dei termini di “sviluppo”, e della sua qualificazione “socio culturale e economico”. Ciò sarà raggiunto attraverso gli obiettivi specifici:

  • Obiettivo 1.1: “Realizzare uno sviluppo economico coerente con le qualità territoriali e insediative”
  • Obiettivo 1.2 “Rafforzamento dell’identità del territorio”
  • Obiettivo 1.3 “Sostenibilità economica e gestionale”

I tre obiettivi indicano come la strategia di piano si concretizza in un generale rafforzamento di tutte le componenti caratterizzanti il territorio: dotazioni ambientali, storico artistiche, sociali e caratteri insediativi. Si mira alla formazione di una coscienza sociale collettiva a partire dai caratteri identitari d’area; infine lo sviluppo e la razionalizzazione degli interventi in un’ottica di equilibrio economico gestionale.

Per il secondo obiettivo strategico, il concetto di “qualificazione” si specifica secondo sub-obiettivi operanti secondo quattro componenti territoriali che costituiranno le leve operative dello sviluppo indicato dal Piano: rete ecologica, paesaggio, insediamenti e fruizione:

  • Obiettivo 2.1 “Realizzazione della rete ecologica e governo del dominio fluviale”.
  • Obiettivo 2.2 “Qualificazione del paesaggio”
  • Obiettivo 2.3 “Qualificazione degli insediamenti”
  • Obiettivo 2.4 “Rafforzamento della fruibilità del territorio”

Per il terzo obiettivo, relativo al rafforzamento della cooperazione sovracomunale, non sono presenti declinazioni degli obiettivi strategici ricadendo essi in decisioni che saranno di pertinenza di un tavolo di concertazione sovracomunale, esterno al presente Piano. Saranno però specificate alcune delle azioni che sarà auspicabile realizzare nel rafforzamento sinergico delle strategie.

Gli obiettivi operativi
Gli obiettivi specifici sono raggiunti attraverso gli obiettivi operativi che presuppongono specifiche strategie di realizzazione.

Obiettivo 1: Sviluppo socio culturale ed economico

L’Obiettivo 1.1 “Realizzare uno sviluppo economico coerente con le qualità territoriali e insediative” mira allo sviluppo socio-economico del territorio e si suddivide a sua volta in tre sub-obiettivi:

  • Obiettivo 1.1.1 “Rendere efficaci la filiera dei beni e delle attività culturali”
    Si articola secondo tre linee strategiche volte alla valorizzazione delle dotazioni: recupero dei contenitori di pregio storico e di archeologia industriale; potenziamento delle dotazioni ambientali, infrastrutturazione di servizi per la fruibilità del territorio ai visitatori. In particolare si attiveranno: Strategie sulle dotazioni; Strategie sull’offerta; Strategie di processo.
  • Obiettivo 1.1.2 “Rendere efficace la filiera agricola”
    Si tratta di valorizzare i prodotti tipici della produzione agroalimentare e rurale accrescendo le capacità di comunicazione dell’offerta e la commerciabilità di prodotti e servizi indirizzandosi verso i flussi turistici e i mercati extralocali oltre che sul mercato locale. Per tale obiettivo le strategie sono relative a quelle sull’offerta di servizi nonché ai processi per la regolamentazione della qualità, delle procedure di produzione certificata, degli accordi collettivi, o settoriali per l’offerta integrata dei prodotti. Si sintetizzano in due strategie: Strategia sull’offerta; Strategia di processo.
  • Obiettivo 1.1.3 “Rendere efficace la filiera dei servizi turistici e per il tempo libero”
    Si intende il potenziamento della rete di servizi ricettivi (agriturismi, campeggi, B&B, bar, ristoranti) sia i servizi per il tempo libero e lo sport. Questa offerta in particolare potrà assumere una valenza propria e caratterizzante il territorio del Parco del Rubicone costruendo la reputazione del territorio e orientando il target di visitatori ad un turismo sportivo verde. Le strategie individuate sono tre: Strategia di offerta en plein air, Strategia di processo, Strategia sulla domanda.

L’Obiettivo 1.2 “Rafforzamento dell’identità del territorio”, relativo all’identità del territorio, si articola a sua volta in due obiettivi operativi: un primo più legato all’animazione e comunicazione con la comunità locale ed un secondo relativo al riconoscimento del territorio come un luogo da proteggere e tutelare e quindi oggetto di politiche di conservazione dello stato di integrità, o di politiche di riqualificazione, o qualificazione ex novo, delle risorse paesaggistiche e ambientali.

  • Obiettivo 1.2.1 “Partecipazione della comunità locale agli obiettivi del Parco”
  • Obiettivo 1.2.2 “Migliorare la percezione del territorio”
    Le strategie utilizzate alla realizzazione dei due obiettivi sono relative alla comunicazione ed alla creazione di un processo di progressiva attenzione della comunità locale al paesaggio: Strategia di comunicazione locale; Strategia di attenzione al paesaggio.

Il terzo Obiettivo 1.3 “Sostenibilità economica e gestionale”, è relativo all’attuazione delle attività e iniziative del Parco in un’ottica di sostenibilità finanziaria (con specifico riferimento ai problemi delle risorse pubbliche locali), sintetizzate dall’obiettivo “pareggio di bilancio”:

  • Obiettivo 1.3.1 “Sostegno all’imprenditoria privata”
    La strategia individuata si declina in un processo di accompagnamento all’azione dei meccanismi del mercato: si tratta di attivare gli strumenti legislativi e programmatori e le procedure di concertazione in grado di dar forza alla libera iniziativa anche al fine di orientarne l’azione in coerenza con l’interesse collettivo ed in particolare, con riferimento al progetto di Parco, privilegiando le attività che potranno rilanciare le produzioni di beni ed i servizi di qualità per i visitatori e fruitori.
    Strategia di incentivazione al mercato e raggiungimento dell'equilibrio di bilancio.

Obiettivo 2: Qualificazione del territorio

L’obiettivo strategico di qualificazione del territorio come è stato descritto si articola in quattro sub-obiettivi specifici riguardanti:

  • la messa a sistema della rete ecologica,
  • la qualificazione del paesaggio,
  • la qualificazione degli insediamenti,
  • il miglioramento della fruibilità del territorio.

L’Obiettivo 2.1 “Realizzazione della rete ecologica e governo del dominio fluviale”, relativo alla messa in rete del sistema di rete ecologica si declina in tre sub obiettivi tecnico realizzativi:

  • Obiettivo 2.1.1 “Miglioramento dello stato ecologico del fiume”
  • Obiettivo 2.1.2 “Riduzione del rischio idraulico e idrogeologico”
  • Obiettivo 2.1.3 “Miglioramento dell’agro-ecosistema della pianura rurale”

I tre obiettivi sono realizzati attraverso tre diverse strategie che mirano alla conservazione e ricomposizione del territorio secondo i caratteri ambientali e geomorfologici propri. Si delineano in particolare le tre seguenti strategie: Strategia di riqualificazione ambientale puntuale mirata; Strategia di integrazione della sicurezza con la qualità ambientale e fruitiva del territorio; Strategia di riqualificazione del territorio e del paesaggio rurale.

L’Obiettivo 2.2 “Qualificazione del paesaggio”, relativo alla qualificazione del paesaggio mira alla costruzione di un sistema di regole e procedure capaci di regolare gli interventi sul territorio:

  • Obiettivo 2.2.1 “Rafforzare l’attenzione al paesaggio nella trasformazione territoriale”
    Esso si concretizza in una Strategia di rafforzamento dell’attenzione al paesaggio nella trasformazione territoriale.

L’Obiettivo 2.3 “Qualificazione degli insediamenti”, si suddivide in tre obiettivi operativi volti alla tutela e valorizzazione del bene paesaggistico attraverso il miglioramento dell’immagine del territorio, la strutturazione di vie di accesso eco-compatibili (“mobilità dolce”), la riqualificazione dei fronti urbani e degli spazi pubblici:

  • Obiettivo 2.3.1. “Miglioramento della qualità urbana e architettonica”
  • Obiettivo 2.3.2. “Accessibilità eco-compatibile”
  • Obiettivo 2.3.3 “Riqualificazione degli spazi pubblici”
    Si attiveranno in particolare strategie che agiranno secondo: Strategie procedurali e di pianificazione; Strategie di miglioramento dell’accessibilità ciclo-pedonale; Strategie di arredo urbano.

Infine l’Obiettivo 2.4 “Rafforzamento della fruibilità del territorio”, relativo alla qualificazione del territorio riferita agli elementi strutturanti gli ambiti in termini di dotazioni territoriali e fruibilità, si articola in un obiettivo volto all’innalzamento della qualità territoriale in termini di.

  • Obiettivo 2.4.1 “Incremento degli standard di qualità” L’obiettivo trova le corrispondenti azioni attraverso due strategie: una Strategia di incremento della dotazione degli spazi aperti al pubblico; una Strategia di miglioramento dell’accessibilità (barriere architettoniche, fruibilità agevole).

Compatibilità e contributo al perseguimento degli obiettivi ambientali

Il territorio della provincia forlivese, soprattutto per quanto riguarda la parte di pianura, è stato caratterizzato negli ultimi decenni da un tasso di antropizzazione particolarmente elevato, che si è tradotto in livelli di pressione ambientale giudicati ormai critici in molti settori.

La semplice considerazione dell'estensione delle aree urbanizzate e delle principali infrastrutture presenti dimostra come l'invasività di queste trasformazioni permanenti del suolo e del paesaggio prodotte dall'uomo rispetto all'ecosistema originario di supporto riguardi una discreta parte delle aree della provincia, tra cui l’area del Rubicone.

Il riequilibrio ecologico dell'area necessita quindi di un salto di qualità rappresentato da un sistema di aree verdi naturali e seminaturali, da una rete ecologica appunto, ove i vari elementi entrano in relazione per sviluppare un insieme di funzioni in grado di contenere e, per quanto possibile, riparare le compromissioni dei decenni passati sull'ecosistema di area vasta, che hanno riguardato, tra l'altro:

  • La qualità dei bilanci energetici (anche per quanto riguarda il problema delle emissioni di gas-serra e più in generale quello dello sviluppo sostenibile).
  • La funzionalità del ciclo dell'acqua (almeno per la parte in attraversamento del territorio) per quanto riguarda sia le problematiche di ordine idraulico, sia la qualità delle acque medesime. Gli emungimenti ed approvvigionamenti ad uso idropotabile od irriguo, gli scarichi di reflui nei corpi idrici, la fruibilità dei parchi fluviali, delle zone umide e dell’intera linea costiera sono alcune ma fondamentali esigenze di tutela della qualità delle acque superficiali.
  • L’integrità degli acquiferi sotterranei. L’opportunità di preservare la risorsa idrica profonda risiede, oltre che nell’equilibrio idrodinamico naturale, nell’esigenza di garantire la normale ricarica delle falde più superficiali e di assicurare livelli qualitativi accettabili a quella che sempre più è da considerarsi una riserva idrica strategica.
  • L'assetto della biodiversità, per quanto riguarda sia il mantenimento dei patrimoni genetici, sia l'efficacia dei controlli naturali sullo sviluppo di organismi indesiderati. A tale proposito l’attività agricola diventa uno dei presidi fondamentali di governo del territorio, per sperimentare nelle aree protette (e attorno ad esse) forme avanzate di conduzione che consentano di produrre reddito (anche con l’integrazione dell’agriturismo) e di arricchire paesaggio e ambienti naturali.
  • La capacità del sistema ambientale complessivo di riassorbire senza danno l'inquinamento e le scorie comunque prodotte dalle attività umane. Per quanto concerne il sistema depurativo dei reflui urbani esistono condizioni infrastrutturali e gestionali che possono essere migliorate e che dovranno comunque trovare un più esteso assetto in una logica di pianificazione per area vasta. Inoltre, nei siti idonei e nelle condizioni di massima tutela igienico – sanitaria, dovranno essere incoraggiate iniziative tese al riciclo in agricoltura delle acque depurate considerando anche possibili applicazioni nel settore della fitodepurazione/lagunaggio.
  • La perdita di occasione di fruizione qualificata per le popolazioni umane presenti sul territorio. Gli obiettivi del miglioramento della qualità sociale nelle aree urbane ed extraurbane, in cui la matrice ambientale non sempre è utilizzata come elemento guida alla fruizione del tempo libero, di vita e di lavoro, possono dispiegare appieno la propria azione nella ridefinizione degli spazi verdi attrezzati, delle piste ciclabili, dei collegamenti pedonali fra vecchi e nuovi quartieri, nella valorizzazione ambientale delle aree e parchi fluviali e nella riqualificazione dei sistemi arginali in fregio alle città.

In questo quadro la formazione del Parco, con i relativi obiettivi di costituzione della rete ecologica e di governo del dominio fluviale, rappresentano di fatto il perseguimento di obiettivi ambientali volti al miglioramento dei cicli biologici e della qualità ecologica complessiva del territorio. In particolare le azioni e gli interventi di seguito descritti rappresentano l’avvio concreto al perseguimento degli obiettivi ambientali posti alla base della strategia di valorizzazione e sviluppo territoriale del Parco del Rubicone.

xhtml   css   aaa