
L’ambito “Porta di Mare” assume un particolare significato come luogo di contatto con i flussi del turismo balneare e con la presenza anche delle infrastrutture della viabilità retrocostiere. La presenza della foce del Rubicone ne fa un luogo di interesse simbolico e naturalistico.
Nell’elaborazione ed articolazione territoriale del sistema di obiettivi messo a punto per il sistema di valutazione del “Parco del Rubicone” l’ambito viene definito come “Area con vocazione di ricettività ed intrattenimento legata alle strutture balneari e turistiche ed alle tradizioni ludiche locali. Richiede un potenziamento dei collegamenti ciclopedonali dal mare verso le aree interne di pianura e di collina ed una reinterpretazione complessiva e organica dei molti elementi di offerta presenti (campeggio, attracco e rimessaggio barche, percorsi, Oasi Costiera etc.) e una riconfigurazione di alcuni spazi incompiuti o di risulta”.
Nonostante l’evidente significato simbolico, ambientale e fruitivo dell’area prossima alla foce la analisi dei documenti messi a disposizione, le consultazioni effettuate nel corso dell’elaborazione dello studio di fattibllità ed in particolare le esplicite indicazioni delle amministrazioni comunali, hanno evidenziato la percezione di un assetto della Foce ormai definito per il quale il “margine di manovra” è da considerarsi decisamente limitato.
Il riferimento è evidentemente alla circostanza che la fascia costiera è stata oggetto di un lungo lavoro di studio e concertazione che è poi confluito nel Programma Speciale d’Area “Città della Costa” e nel relativo elenco di interventi i quali, comprensibilmente, non possono essere oggetto di ulteriori valutazioni.
Il lavoro effettuato per lo studio di fattibilità per il Parco del Rubicone consente di valutare in un quadro territoriale e strategico più ampio, e con una forte attenzione al rapporto tra la costa e il suo entroterra (evidente nello slogan scelto per il Rubicone, “un ponte verso il mare”) l’assetto della porzione del Fiume prossima alla Foce.
Mentre appaiono comprensibili e motivate le rinunce ad un eclatante innalzamento della condizione ecologica dell’area della Foce, vista la presenza di importanti strutture e funzioni balneari e turistiche, ivi incluso il pregevole impianto per il campeggio posto in riva destra, si è rilevata (anche a prescindere dal Piano della Costa) una certa disorganicità dell’immagine complessiva degli insediamenti e delle infrastrutture che affacciano verso il Fiume, in particolare nella sua riva sinistra. Si tratta di un aspetto non secondario delle strategie per il Rubicone che vedono nella qualità del paesaggio (e quello di confine tra gli insediamenti e il fiume assume un significato particolare) uno degli elementi specifici di attenzione.
Come evidenziato fin dalle prime fasi di identificazioni delle strategie generali (Documento strategico preliminare consegnato nel luglio 2006): “Il paesaggio naturale, rurale, urbano, esempio tipico di bene pubblico, si offre a tutti e rappresenta la prima forma e il primo segno di inclusività del territorio verso i suoi abitanti e di accoglienza verso i suoi ospiti”.
Una visione “desiderabile” della foce richiede uno sforzo aggiuntivo ed un’attenzione specifica alla qualità architettonica e paesaggistica di edifici e spazi aperti che affacciano verso il Fiume ed in particolare: il retro degli alberghi e degli altri edifici privati, gli spazi aperti adibiti a parcheggio, deposito, manovra, le aree di rimessaggio etc..
Per quanto riguarda gli aspetti fruitivi la buona dotazione dell’area della Foce (inclusa la passerella pedonale ed i sentieri recentemente realizzati) deve rafforzare la sua interconnessione con il circuito di “mobilità dolce” e con i servizi per la fruizione organizzati intorno alla direttrice del Rubicone.
Per gli aspetti naturalistici, dati i vincoli presenti sull’area più prossima al mare, l’attenzione dello studio si è concentrata sul rafforzamento delle qualità ecologiche e della dotazione di spazi umidi posti a monte della Foce (cfr. Ambito del contado e della rete ecologica di pianura) i quali potrebbero rafforzare e dare maggiore consistenza alle ipotesi di un sistema di offerta di valori ambientali per il quale la presenza dell’Oasi Costiera Lipu appare come una dotazione potenziale interessante ma non ancora altamente significativa.