
L’ambito “Porta di terra” costituisce la parte di Parco del Rubicone che assume le caratteristiche di un vero e proprio parco urbano. L’ambito riguarda l’organizzazione a parco fluviale delle aree libere attorno al corso del fiume, che si incuneano all’interno dell’insediamento, nel tratto a monte del centro storico. La fascia fluviale si snoda attraverso l’ampio “cuneo verde”, che si estende dalla zona collinare di pregio paesaggistico ambientale del territorio agricolo, fino a raggiungere le aree libere interne all’insediamento di Savignano, fra viale della Resistenza e via di Castelvecchio. Per questo l’Ambito costituisce lo snodo tra l’area di collina e l’area di pianura, attraversato nella parte centrale dal tracciato di previsione della nuova via Emilia al piede della fascia collinare.
Le aree di intervento per la realizzazione del parco sono costituite prevalentemente da aree soggette a Piano di riqualificazione urbana (PRU), secondo quanto previsto dal PRG vigente. Dette previsioni di riqualificazione urbana costituiscono una risorsa per la fattibilità del parco poiché consentono la definizione di operazioni urbanistiche capaci di assumere e concretizzare gli obiettivi da perseguire per la realizzazione del Parco. La definizione di tali operazioni può prevedere, a fronte del riconoscimento di diritti edificatori, la cessione di una quota delle aree per la formazione di spazi versi e il contributo per la realizzazione di alcuni degli interventi indicati nella presente scheda.
Le analisi propedeutiche hanno riguardato:
L’interpretazione del contesto urbano in relazione al Parco del Rubicone ha suggerito un’articolata ricucitura del nuovo sistema di fruizione proposto. La ricucitura ha riguardato il livello locale, con i quartieri limitrofi e con il sistema di scuole e servizi pubblici presenti e programmati ed il livello territoriale, attraverso l’individuazione di punti di accesso principale al Parco, sia dai Comuni limitrofi che per un bacino più ampio, nella prospettiva di realizzazione della nuova via Emilia bis.
L‘analisi paesaggistica ha consentito di individuare luoghi privilegiati per la percezione, come l’affaccio da via di Castevecchio, elementi da sottoporre a riqualificazione funzionale ed architettonica (area del complesso sportivo Seven), aree aperte da destinare a diverse tipologie di verde in funzione della loro collocazione e del loro rapporto con il paesaggio fluviale (inclusa la proposta di destinare a “verde agricolo fruibile” parte del versante tra la via di Castelvecchio ed il Fiume).
Le analisi sulle funzioni presenti e potenziali, viste alla luce degli indirizzi strategici di sviluppo messi a fuoco sin dalle prime fasi dello studio di fattibilità (cfr. il Documento strategico Verso il futuro di Savignano e del Sistema Rubicone - luglio 2006), hanno consentito di individuare un polo di attività sportive e “en plein air”.
Le aree di cintura del centro storico, in particolare quelle sul versante occidentale lungo il Rubicone, sono i luoghi dove si concentreranno le azioni per la formazione del tratto urbano del Parco, finalizzate innanzitutto a rinnovare il rapporto tra città e fiume. Sono due le condizioni favorevoli che consentono di affidare a queste aree un ruolo strategico nella definizione degli obiettivi e delle azioni per il Parco: la posizione geografica a ridosso o a cavallo del fiume, nodale tra il centro storico e l’espansione a ovest; le previsioni urbanistiche vigenti di riqualificazione non ancora attuate, generalmente coerenti con l’intenzione di formare un parco fluviale. E’ quindi possibile immaginare che dette aree possano garantire prestazioni e funzioni capaci di mettere in atto ad esempio le strategie relative a Savignano “en plein air” (sport, turismo, benessere, inclusione), al paesaggio e all’identità, alla rivitalizzazione del centro storico, alla qualità urbana.
Di seguito sono illustrate in dettaglio le analisi relative agli strumenti urbanistici ed evidenziate le varianti e le modalità attuative suggerite in relazioni a diverse ipotesi alternative della disciplina urbanistica.
Il perseguimento dell’assetto definito nello schema proposto dallo SdF (vedi planimetria Porta di Terra), dal punto di vista della fattibilità urbanistica, si basa sulla possibilità di utilizzare la risorsa costituita dalle aree libere attorno al corso del fiume, che rappresentano una parte consistente dell’Ambito e che il PRG assoggetta a Piano di riqualificazione urbana (PRU 7), allo scopo di dare una definizione compiuta ad una porzione ancora non completa della città, basandosi sul presupposto del coinvolgimento dei privati nelle trasformazioni finalizzate alla formazione del Parco.
La possibilità offerta dalla disciplina dei PRU individuati dal PRG consiste nell’opportunità di poter prevedere, all’interno di queste operazioni di riqualificazione, la cessione extrastandard da parte dei privati di aree per la realizzazione del Parco, a fronte del riconoscimento di potenzialità edificatorie da esercitare nelle aree rimanenti per funzioni residenziali e turistico ricettive. Inoltre, accogliendo le istanze pervenute dalla consultazione1, anche di un’edificabilità legata alla commercializzazione dei prodotti agricoli del territorio.
L’obiettivo di fattibilità economico finanziaria per il Parco, che in questo Ambito è costituito dalle aree libere del PRU 7 e da alcune aree F1 al suo intorno, è quello di sostenere in parte l’operazione Ambito “Porta di terra” con i contributi aggiuntivi, extrastandard ed extraoneri, dei privati. Lo studio della fattibilità urbanistica dell’”Ambito Porta di terra” è consistito dunque nella valutazione delle diverse possibilità di manovra urbanistica delle aree del comparto PRU 7 rispetto a questo obiettivo.
A questo fine si è stabilita la quantità delle aree necessarie alla realizzazione del Parco, sono stati quantificati i costi degli interventi previsti per l’attrezzamento di dette aree di Parco1 ed individuata una percentuale attendibile della valorizzazione immobiliare delle aree in questione, derivante dall’applicazione dell’indice territoriale al comparto PRU 7 e dal suo possibile innalzamento, che l’Amministrazione può richiedere ai privati come contributo aggiuntivo di compensazione degli interventi di completamento insediativo riconosciuti agli stessi. Attraverso, dunque, una graduale messa a punto di ipotesi di manovra, a partire dal recepimento dei parametri e dalle quantità indicate dalla scheda di PRG relativa al PRU 7, ci si è avvicinati progressivamente al raggiungimento all’assetto ottimale del Parco proposto dallo SdF per l’Ambito Porta di terra ed alla possibilità di finanziare per quote crescenti l’operazione attraverso il contributo dei privati.
Lo schema della rete ecologica di primo livello sul territorio del Rubicone individua il fiume come corridoio ecologico primario, per il quale si sono distinti i seguenti tratti: a monte del tracciato della nuova via Emilia bis (corridoio ben strutturato, nessun intervento da realizzare), tra la nuova via Emilia bis e la ferrovia Bologna-Rimini (corridoio abbastanza ben strutturato, da ampliare), a valle della ferrovia fino alla foce (corridoio praticamente inesistente, dove operare una corretta manutenzione idraulica).
Pertanto, all’interno dell’ambito Porta di Terra si prevede un’articolazione del sistema delle aree verdi attorno al corso d’acqua che passi gradualmente, a partire dall’alveo, da una fascia continua di vegetazione a carattere seminaturale, costituita dall’ampliamento e riqualificazione del dominio fluviale e sviluppo spontaneo della vegetazione, ad ampie aree da destinare al verde attrezzato e a piccole aree di verde organizzato, con un parcheggio pubblico e piccole strutture per accoglienza, ristoro ecc., che interrompono la continuità del tessuto insediativo ai margini del Parco. Attraverso queste ultime si accede al Parco o se ne fruisce visivamente. Al completamento del sistema delle aree verdi concorrono le previste alberate dei percorsi ciclopedonali. Particolare rilievo si prevede che debba assumere la fascia di verde di ambientazione della viabilità di viale della Resistenza.
Gli accessi ciclopedonali secondari si caratterizzano per essere sistematicamente collocati in aree di verde pubblico organizzato, dotati di piccoli parcheggi e nella maggior parte dei casi, anche punti di apertura visuale (belvedere). Uno dei luoghi di maggior rilievo è quello di via di Castelvecchio, asse di fruizione paesaggistica privilegiata, che permette una significativa percezione del corso d’acqua e della sua vegetazione.
Per quanto riguarda la nuova via Emilia bis, il previsto passaggio della nuova infrastruttura all’interno del Parco richiede una particolare attenzione nella definizione delle relazioni fra tracciato viario e contesto naturalistico-rurale. In particolare si dovrà caratterizzare la realizzazione della nuova via Emilia mediante la formazione di specifiche installazioni per segnalare la presenza del Parco ed una sistemazione paesaggistica e ambientale che, oltre a mitigare l’impatto della nuova infrastruttura, rafforzi la percezione del fiume e la continuità ecologica e fruitiva della sua direttrice naturale. Data la vicinanza con gli impianti sportivi comunali esistenti, il progetto della nuova infrastruttura, di prevalente impostazione paesaggistica, potrà contenere opere di compensazione ad esempio per la realizzazione e attrezzatura di aree verdi integrate con la fruizione del parco. Ciò permetterà di: